Sistemi di Gestione

Essere organizzati non è un fine – è un mezzo per arrivare dove volete

Stephanie Winston

I sistemi di gestione si stanno diffondendo nelle realtà aziendali che vogliano realizzare una gestione razionale delle risorse e delle modalità operative dandone testimonianza con appropriata documentazione. Un buon sistema di gestione ha il duplice vantaggio di razionalizzare la gestione attraverso regole stabilite dall’azienda stessa in modo da essere pienamente compatibili con il processo produttivo senza intralciarne lo svolgimento ed al contempo responsabilizzare ulteriormente i lavoratori tutti nello svolgimento del proprio lavoro, sicurezza di se e del prossimo.


HACCP

E’ un protocollo di gestione obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare. Questo in parole povere significa che chiunque produca, commerci, distribuisca generi alimentari anche preconfezionati è tenuto per legge a dotarsi di un sistema di autocontrollo razionale e organizzato.

Si tratta di un sistema che consente di applicare l’autocontrollo alimentare in maniera razionale e organizzata denominato HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) in modo tale da prevenire la contaminazione da parte di batteri, funghi, virus e qualsiasi altro agente dannoso. La normativa che disciplina la sicurezza alimentare in Italia è il D.Lgs 193/2007 in recepimento del Regolamento CE 852/2004. Il decreto individua quali aziende siano interessate dalla stessa e indica quali siano e come vanno applicati i principi della prevenzione.

Il sistema deve essere concepito e modellato sull’azienda interessata in modo che risulti applicabile. Il sistema prevede l’introduzione di apposite procedure all’interno del ciclo lavorativo atte a prevenire le cause di insorgenza di non conformità prima che si verifichino. Nel caso in cui malgrado la corretta applicazione delle misure preventive si verifichi una non conformità sono previste opportune azioni correttive per ridurre i rischi.

Lo scopo di un sistema così concepito è in primis la minimizzazione del rischio ma che allo stesso tempo permetta all’operatore di documentare e dimostrare di aver operato secondo le disposizioni di legge.

Ecoprogetti è a disposizione per consulenza specifica e assistenza nella stesura della documentazione ed erogazione della relativa formazione.

SGSL

I sistemi di gestione della sicurezza (SGSL acronimo di “Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro) sono promossi dall’INAIL che ne ha emanato linee guida per lo sviluppo e l’applicazione. Sono uno strumento efficace poiché permettono ad ogni realtà aziendale di sviluppare un sistema modellato sulle proprie esigenze e i propri obiettivi implementando la gestione della sicurezza. In concreto si tratta di un sistema organizzativo aziendale atto a strutturare la gestione della salute e della sicurezza massimizzandone i benefici riducendo tempi e costi.

Si precisa che attualmente nessuna legge obbliga l’adozione di un sistema SGSL, in ogni caso il D. Lgs. 81/08  all’articolo 30: Modelli di organizzazione e di gestione, sono chiarite e normate alcune caratteristiche che un modello di gestione deve avere.

Quale vantaggio per l’azienda?

Il vantaggio più evidente è la possibilità di chiedere una riduzione del premio assicurativo versato all’Inail. In base al Decreto 3.03.2015, l’adozione di un SGSL può comportare la riduzione del premio assicurativo che può arrivare sino al 28% a seconda del numero di dipendenti. Inoltre, come specificato nel D.Lgs 81/08 al comma 6 dell’articolo 30 vi è la possibilità di finanziamenti poiché l’adozione del modello SGSL nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell’articolo 11.

L’adozione di un modello di gestione della sicurezza è l’elemento che determina l’esenzione dell’azienda dalla responsabilità per alcuni tipi di reati per effetto del D.Lgs. 231/01.

La Legge Delega n°123 del 3/08/2007 modifica il D.Lgs 231/2001 estendendo di fatto la responsabilità anche ai reati in materia di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo che la responsabilità punita dalla 231 è individuata nel caso in cui il reato commesso abbia comportato un vantaggio per l’azienda, punendo così ulteriormente il reato attraverso sanzioni che coinvolgono direttamente il patrimonio delle aziende stesse.

Nello specifico viene introdotto l’art. 25-septies Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro.

Tutto questo a patto che il modello adottato sia conforme ai requisiti di legge e adeguatamente attuato.

L’azienda che voglia dotarsi di una sistema di gestione conforme e usufruire dei vantaggi che ne derivano, dovrà redigere adeguata documentazione che dimostri l’attuazione della politica e delle procedure organizzative stabilite. Passo successivo dovrà darne comunicazione all’ente previdenziale inviando la documentazione prodotta, l’INAIL visionato il materiale, potrà effettuare una visita di controllo presso l’azienda al fine di verificarne lo stato di applicazione per poter stabilire se accogliere o rigettare la domanda.

PIANI DI QUALITA’ SECONDO NORMA UNI ISO 10005 (PDQ)

I piani della qualità (PDQ) sono un insieme di procedure organizzative definite dai requisiti che un processo produttivo deve avere per soddisfare le esigenze di produzione che rispecchino gli standard di qualità perseguiti dall’azienda. In pratica i piani della qualità definiscono “cosa fare, come fare, chi fa” per ogni singola commessa o per linee produttive.

Il vantaggio di possedere un piano della qualità risiede nella implicita razionalizzazione delle risorse, nella programmabilità, nella riduzione dei rischi e degli sprechi. Inoltre l’azienda che si doti di in piano della qualità rende evidente al cliente la sua attenzione per la qualità del proprio lavoro e la volontà di tutela dell’ambiente.

I piani della qualità sono utili anche nelle aziende il cui lavoro è caratterizzato da una certa variabilità, l’esistenza di procedure permette di razionalizzare gli interventi e di stabilire a priori tempi e metodi mirando nel tempo ad una standardizzazione e quindi ad una maggiore efficienza.

Quest’ultima affermazione è particolarmente vera per le cosiddette “aziende del freddo” che per effetto dell’entrata in vigore del DPR 42/2012 (in recepimento del Regolamento Europeo 842/2006) devono obbligatoriamente dotarsi di in un Piano della Qualità certificato da ente terzo. Si ricorda che in base a tale decreto hanno l’obbligo di certificarsi le imprese che svolgono attività di installazione, manutenzione e riparazione di: apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati, impianti fissi di protezione antincendio e di estintori contenenti gas fluorurati.